Sessioni Richieste

image_print
Titolo propostaDescrizione SinteticaTipologia SessioneProponenti
Modeling nearshore hydro-morphodynamicsThe evolution of the nearshore region - characterized by shallow waters, moving boundaries, intense sediment transport - is fundamental to both geophysical dynamics and engineering applications. Mathematical and numerical models are investigated as pivotal tools for understanding and describing both specific processes
and the overall evolution of the nearshore region. Climatic changes, coastal defence and water quality management are among the most important applications. Models of interest may range from process based, to perturbative, to stochastic and machine learning, while phenomena may range from those of the small-scale turbulence to those of yearly morphological evolution. All contributions will be characterized by substantial innovation content.

Ci si aspetta un numero minimo di 15 contributi
Sessione oraleGiorgio BELLOTTI (Università di Roma Tre, giorgio.bellotti@uniroma3.it)
Francesco LALLI (Ispra, francesco.lalli@isprambiente.it)
Andrea VALENTINI (Arpa Emilia Romagna - Servizio Idro-Meteo-Clima, avalentini@arpa.emr.it)
Riccardo BRIGANTI (Università di Nottingham,Riccardo.Briganti@nottingham.ac.uk)
Maurizio BROCCHINI (Università Politecnica delle Marche, m.brocchini@univpm.it)
Fenomeni di trasporto in zona costieraLa sessione richiama i contributi teorici e sperimentali sui fenomeni che hanno luogo nella surf zone e nella swash zone, anche in presenza di ambiti lagunari e fociali. Si sollecitano contributi particolarmente innovativi che, pur nel solco di una consolidata conoscenza, riflettano nuove prospettive nello studio del trasporto solido, dell'evoluzione delle onde e dei frangenti, nella modellazione della qualità delle acque e di tutti quei fenomeni che contribuiscono alla complessa analisi e interpretazione dei cambiamenti climatici.

Ci si aspetta un numero minimo di 15 contributi
Sessione orale e posterSandro LONGO (Università di Parma, sandro.longo@unipr.it)
Michele MOSSA (Politecnico di Bari, michele.mossa@poliba.it)
Giuseppe Roberto TOMASICCHIO (Università del Salento, roberto.tomasicchio@unisalento.it)
Giovanni BESIO (Università di Genova, giovanni.besio@unige.it)
Lorenzo CAPPIETTI (Università di Firenze, lorenzo.cappietti@unifi.it)
Alberto LAMBERTI (Università di Bologna, alberto.lamberti@unibo.it)
Marco PETTI (Università di Udine, marco.petti@uniud.it)
Piero RUOL (Università di Padova, piero.ruol@unipd.it)
Turbulent mixing and dissipation in HydraulicsTurbulent mixing and dissipation occurs in a wide range of hydraulics processes. Among the others, we can mention mixing induced by gravity currents or wind-free surface interaction in open water or coastal regions; micro-roughness in open or closed conduits; macro-roughness in river flow and the related sediment transport. Also, turbulent mixing plays a crucial role when dispersion and deposition of pollutants in water/air basins must be quantified. In these cases, vertical stratification and Earth rotation may affect turbulence and alter mixing properties. In order to explore the phenomena of interaction between mixing and turbulence in hydraulic applications several efforts have been made by the scientific community but novel approaches are required to improve the knowledge on the dynamic of these non-equilibrium processes. In this framework, detailed laboratory experiments (i.e PIV or high-frequency ADV measurements) as well as numerical experiments (i.e. DNS or LES techniques) can be considered fundamental tools to study the mixing in turbulent flows. The session is aimed to discuss about the most innovative researches in the field hydraulic turbulent mixing.

Ci si aspetta un numero minimo di 15 contributi
Sessione orale e posterVincenzo ARMENIO (Università di Trieste, armenio@dica.units.it)
Mauro DE MARCHIS (Università di Enna Kore, mauro.demarchis@unikore.it)
Andrea VACCA (Università di Napoli Federico II, vacca@unina.it)
Claudia ADDUCE (Università di Roma III, claudia.adduce@uniroma3.it)
Enrico NAPOLI (Università di Palermo, enrico.napoli@unipa.it)
Roberto GAUDIO (Università della Calabria, roberto.gaudio@unical.it)
Fluidodinamica dei sistemi biologici

Negli ultimi anni molti di noi si sono avvicinati a problemi di idraulica dei sistemi biologici. Le ragioni sono varie, molto diverse: personali, speculative, accademiche, applicative. Ma l'obiettivo è comune: portare l'approccio ingegneristico, fisico/matematico, nello studio di argomenti per anni trattati con un mero approccio statistico, tipico delle discipline mediche. Il numero di possibili ambiti è non misurabile: apparato cardiovascolare, urinario, fluidodinamica dell'occhio, emodinamica del fegato, ogni altro possibile problema in cui organismi interagiscono con un fluido (e.g. dinamica del movimento di pesci ed insetti), fino alle scale più piccole di microfluidica, che può interessare non solo i sistemi fisiologici ma anche molte applicazioni in campo tecnologico (membrane, tessuti anche non tessuti, assorbimento/deassorbimento di sostanze farmacologiche). Molti ricercatori nell'ambito idraulico hanno cominciato, e tuttora continuano, a collaborare con colleghi nel campo delle discipline mediche, biologiche, fisiche, matematiche su queste tematiche e i risultati ottenuti, con tutti i metodi di indagine che ci competono, sono lusinghieri. Un travaso di competenze, uno scambio di conoscenze, che al momento riteniamo un piccolo passo fatto, ma anche una spinta per un ulteriore sforzo nel dare un contributo fattivo al progredire delle conoscenze per il miglioramento della qualità di vita di tutti noi. Un impegno sociale.

Sessione oraleFederico DOMENICHINI (Università di Firenze, federico.domenichini@unifi.it)
Francesca Maria SUSIN (Università di Padova francescamaria.susin@unipd.it)
Stefania ESPA (Università La Sapienza stefania.espa@uniroma1.it)
Rodolfo REPETTO (Università di Genova rodolfo.repetto@unige.it)
Giorgio QUERZOLI (Università di Cagliari, querzoli@unica.it)
Drought and water scarcity: monitoring, forecasting and adaptation measures for a sustainable water useDuring the last decades, frequent severe drought events have affected several regions all over the world, producing serious impacts on economic and social activities, as well as on the environment. As an example, in 2017 Italy has been threatened by a wide drought event affecting farmlands and even access to drinking water in several regions. Climate change, combined with anthropogenic factors such as water quality deterioration and increasing municipal and irrigation water demands, could exacerbate vulnerability to drought and water scarcity in many geographical areas of both developed and developing countries in the next future. Drought adaptation and coping strategies require, on the one hand, effective tools and methods to improve drought preparedness, and on the other hand, appropriate adaptation measures to mitigate the effects of ongoing drought events.
The aim of the session is to foster discussion among researchers on the state of the art in the field of drought and water scarcity studies, by addressing the following key topics:
- new tools and techniques for monitoring and early warning of meteorological, agricultural and hydrological drought events;
- effects of climate variability and environmental change on drought frequency and intensity;
- recent methods for drought and low flow identification, characterization and forecasting;
- assessment of drought risk in complex water supply systems;
- drought preparedness plans including proactive policies for a sustainable water resource management and adaptation strategies to cope with drought impacts.
Sessione orale e posterBrunella BONACCORSO (Università di Messina bbonaccorso@unime.it)
Carmelo CAMMALLERI (Joint Research Centre carmelo.cammalleri@ec.europa.eu)
Ennio FERRARI (Università della Calabria ennio.ferrari@unical.it)
Antonia LONGOBARDI (Università degli Studi di Salerno alongobardi@unisa.it)
Alfonso SENATORE (Università della Calabria alfonso.senatore@unical.it)
Elena TOTH (Università di Bologna elena.toth@unibo.it)
Metodi statistici per le applicazioni idrologiche Le applicazioni e valutazioni idrologiche richiedono l'utilizzo di metodi statistici adeguati a caratterizzare efficacemente i processi coinvolti. Questa sessione vuole riunire i ricercatori interessati a discutere sugli aspetti teorici, metodologici ed applicativi dell'idrologia statistica, intesa in senso ampio e generale. In questo ambito saranno apprezzati i contributi che riguardino la caratterizzazione e la modellazione statistica di variabili e processi idrologici, anche nel contesto di possibili cambiamenti climatici, con riferimento ad esempio a:
- fluttuazioni temporali, a piccola e/o grande scala temporale e spaziale, in condizioni stazionarie e non, con riferimento ai regimi medi o estremi positivi (es. precipitazioni intense e piene) o negativi (es. siccità);
- distribuzioni spaziali (ed eventualmente spazio-temporali) delle variabili di interesse o delle corrispondenti proprietà statistiche, nonché dei legami con le caratteristiche del territorio e dei bacini idrografici;
- proprietà scala-invarianti, downscaling, utilizzo di variabili proxy (es. inferenza statistica con misure indirette, correzione delle serie prodotte da modelli climatici), etc.;
- problematiche anche non tradizionali che richiedano analisi statistiche ad hoc;

Ci si aspetta un numero minimo di 15 contributi
Sessione orale e posterRoberto DEIDDA (Università di Cagliari, rdeidda@unica.it)
Francesco LAIO (Politecnico di Torino, francesco.laio@polito.it)
Carlo De MICHELE (Politecnico di Milano, carlo.demichele@polimi.it)
Alberto MONTANARI (Università di Bologna, alberto.montanari@unibo.it)
Attilio CASTELLARIN (Università di Bologna, attilio.castellarin@unibo.it)
Salvatore GRIMALDI (Università della Tuscia, salvatore.grimaldi@unitus.it)
Elena VOLPI (Università di Roma Tre, evolpi@uniroma3.it)
Pierluigi FURCOLO (Università di Salerno, p.furcolo@unisa.it)
Davide De LUCA (Università della Calabria, davide.deluca@unical.it)
Antonino CANCELLIERE (Università di Catania, acance@dica.unict.it)
Gestione avanzata e sostenibile dei sistemi idrici urbaniLa persistenza di siccità, con temperature medie annuali sopra la media, evidenzia l'estrema fragilità del sistema di approvvigionamento idrico. Per contro, l'aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi meteorici mette sempre più a dura prova il funzionamento delle reti di fognatura, con evidenti ripercussioni sulla qualità delle acque nei corpi idrici ricettori. Preservare la risorsa idrica e gestire gli eventi estremi diventano obiettivi cruciali per assicurare le condizioni di sviluppo e benessere cui la popolazione e il sistema produttivo sono abituati. Emerge, quindi, fortemente la necessità di rendere efficiente ed efficace la gestione dei sistemi idrici urbani (reti acquedottistiche e sistemi di drenaggio), cui questa sessione fa riferimento.
La sessione vuole favorire il confronto tra i ricercatori e gli operatori nel settore della progettazione e gestione dei sistemi idrici urbani. In particolare, si intendono affrontare tematiche inerenti la gestione efficace, la riabilitazione e la diagnosi di tali sistemi. Per quanto riguarda i sistemi di adduzione e distribuzione idrica, tra i temi trattati ci sono la caratterizzazione dei consumi e la riduzione delle perdite, la pianificazione, la riabilitazione e il risparmio energetico. La sessione affronterà inoltre le principali problematiche riguardanti lo smaltimento delle acque meteoriche e il controllo dei corpi idrici ricettori. Altri temi riguardano la modellazione idraulica e della qualità nei sistemi idrici urbani a supporto della gestione e lo sviluppo di reti intelligenti. Infine è prevista la discussione di casi studio e applicazione pratiche
Sessione oraleCristiana Di CRISTO (Univ. Cassino e Lazio Meridionale, dicristo@unicas.it)
Stefano ALVISI (Università di Ferrara, lvssfn@unife.it)
Gabriella BALACCO (Politecnico di Bari, gabriella.balacco@poliba.it)
Cristiana BRAGALLI (Università di Bologna, cristiana.bragalli@unibo.it)
Fulvio BOANO (Politecnico di Torino, fulvio.boano@polito.it)
Alberto CAMPISANO (Università di Catania, acampisa@dica.unict.it)
Enrico CREACO (Università di Pavia, creaco@unipv.it)
Armando Di NARDO (Univ. Campania Luigi Vanvitelli, armando.dinardo@unina2.it)
Gabriele FRENI (Università di Kore di Enna, gabriele.freni@unikore.it)
Daniele Biagio LAUCELLI (Politecnico di Bari, danielebiagio.laucelli@poliba.it)
Silvia MENICONI (Università di Perugia, silvia.meniconi@unipg.it)
Maurizio RIGHETTI (Libera Univ. di Bolzano, maurizio.righetti@unibz.it)
Valutazione, previsione e mitigazione del rischio da frana: aspetti idrologici e idrauliciLo studio dei processi idrologici e idraulici coinvolti nell'innesco e nella propagazione delle frane, attraverso il monitoraggio dei versanti in frana e l'applicazione di metodi sperimentali, empirici e fisicamente basati, è di fondamentale importanza per la valutazione, la previsione e la mitigazione del rischio da frana.

L'interesse della comunità scientifica idraulica nei riguardi dei fenomeni di frana è ormai consolidato, come provato dai numerosi studi condotti e le ricerche in corso presso le varie sedi universitarie. Si auspicano contributi che trattino argomenti quali:

a) l'analisi qualitativa e quantitativa del rischio con particolare attenzione alla identificazione degli scenari di evento, alla valutazione della vulnerabilità e alla realizzazione degli scenari di rischio a diversa scala;

b) i sistemi di preannuncio con monitoraggio da remoto e puntuale, modelli di simulazione dell'innesco e della propagazione, procedure di supporto alle decisioni;

c) l'analisi sperimentale in situ, su versanti attrezzati ed in laboratorio con particolare riferimento alla circolazione idrica nel sottosuolo e al comportamento dinamico dei materiali.

Sulla base della partecipazione alle edizioni precedenti della sessione, si attendono almeno 15 contributi.
Sessione orale e posterGiovanna CAPPARELLI (Università della Calabria, giovanna.capparelli@unical.it)
Roberto GRECO (Univ. della Campania Luigi Vanvitelli, roberto.greco@unicampania.it)
Maria Nicolina PAPA (Università di Salerno, mnpapa@unisa.it)
David J. PERES (Università di Catania, djperes@dica.unict.it)
Blue Growth: il contributo delle energie rinnovabili marineLa sessione si propone di esaminare le potenzialità dello sfruttamento della energia dal mare in particolare da onda e da vento. La Crescita Blu è la strategia a lungo termine per sostenere una crescita sostenibile nei settori marini. Sono cinque i settori chiave da sviluppare per una crescita blu sostenibile in Europa: turismo costiero e marittimo; energie rinnovabili marine; acquacoltura; risorse minerali marine; biotecnologie blu.
Temi specifici:
• La valutazione delle risorse energetiche disponibili (vento e onde)
• Lo sviluppo di piattaforme off-shore per lo sfruttamento dell'energia eolica
• Avanzamenti tecnologici. Installazioni in scala di prototipo

Ci si aspetta un numero minimo di 15 contributi
Sessione orale e posterDiego VICINANZA (Univ. Campania "Luigi Vanvitelli", diego.vicinanza@unicampania.it)
Felice ARENA (Università 'Mediterranea' di Reggio Calabria arena@unirc.it)
Renata ARCHETTI (Università di Bologna renata.archetti@unibo.it)
Barbara ZANUTTIGH (Università di Bologna barbara.zanuttigh@unibo.it)
Enrico FOTI (Università di Catania, efoti@dica.unict.it)
Guido BENASSAI (Univ. Studi di Napoli PARTHENOPE guido.benassai@uniparthenope.it)
Mariano BUCCINO (Univ. di Napoli Federico II, mariano.buccino@unina.it)
Mario CALABRESE (Univ. di Napoli Federico II, mario.calabrese@unina.it)
Fabio DENTALE (Università degli Studi di Salerno, fdentale@unisa.it)
Eugenio Pugliese CARRATELLI (Università degli Studi di Salerno epc@unisa.it)
Luca MARTINELLI (Università di Padova, luca.martinelli@unipd.it)
Alessandra ROMOLO (Università 'Mediterranea' di Reggio Calabria, aromolo@unirc.it)
Modelli e metodi dell'idrodinamica sperimentale
Per molte problematiche di interesse idraulico, la modellazione fisica costituisce uno strumento essenziale (se non l'unico) realmente in grado di fornire un'esaustiva ed accurata conoscenza del complesso delle fenomenologie fisiche caratterizzanti le medesime.
Il duplice obiettivo della sessione è quello di fornire un quadro dettagliato sia dello status quo che delle prospettive aperte dai più recenti sviluppi della modellazione sperimentale di problematiche complesse dell'idrodinamica applicata, con particolare riferimento alle applicazioni in ambito civile-ambientale ed industriale.
Le tematiche su cui maggiormente si intende focalizzare l'interesse sono, pertanto, le seguenti:
- caratterizzazione sperimentale di manufatti e dispositivi per sistemi idraulici, con particolare riferimento ai dispositivi di controllo del flusso e a quelli deputati al recupero energetico;
- modellistica fisica di flussi multifase;
- modellazione fenomenologica dell'interazione delle opere idrauliche con contesti naturali ed antropizzati;
- recenti innovazioni delle tecniche di misura in correnti idriche.
Nella fattispecie, si intende coniugare l'analisi delle risultanze ottenibili mediante l'utilizzo di tecniche di rilevamento avanzate (Particle Image Velocimetry, Particle Tracking Velocimetry, Laser Doppler Anemometry, tecniche di visualizzazione dei flussi, tecniche di misura acustiche, etc.) con l'approfondimento interpretativo delle fenomenologie mediante approcci innovativi (approccio entropico, algoritmi dell'intelligenza artificiale, etc.).
Ci si aspetta un numero minimo di 15 contributi
Sessione orale e posterFrancesco GRANATA (Univ. Cassino e Lazio Meridionale, f.granata@unicas.it)
Ciro APOLLONIO (Politecnico di Bari, ciro.apollonio@poliba.it)
Gustavo MARINI (Università del Sannio, gustavo.marini@unisannio.it)
Michele PALERMO (Università di Pisa, michele.palermo@unipi.it)
Giuseppe PISATURO (Libera Università di Bolzano, giuseppe.pisaturo@alperia.eu)
Carla TRICARICO (Univ. Cassino e Lazio Meridionale, c.tricarico@unicas.it)
Nicola FONTANA (Università del Sannio, fontana@unisannio.it)
Rudy GARGANO (Univ. Cassino e Lazio Meridionale, gargano@unicas.it)
Michele LARCHER (Libera Università di Bolzano, michele.larcher@unibz.it)
Stefano PAGLIARA (Università di Pisa, s.pagliara@ing.unipi.it)
Alberto Ferruccio PICCINNI (Politecnico di Bari, albertoferruccio.piccinni@poliba.it)
Ecomorfodinamica fluviale estuarina e costieraLo studio delle interazioni tra idrodinamica, trasporto solido e vegetazione è oggetto di una disciplina emergente, l'ecomorfodinamica che, nell'ambito della comprensione dei fenomeni che danno luogo all'evoluzione dei corpi idrici superficiali, sta assumendo un ruolo via via sempre più importante per ingegneri, ecologi, geologi e gestori delle risorse idriche.
La triade acqua-biota-sedimento favorisce interessanti fenomeni complessi che si esplicano attraverso numerosi anelli di retroazione, coinvolgenti la turbolenza, la sedimentazione e l'erosione, l'estirpamento, l'anossia, la crescita logistica, la germinazione, il consolidamento geotecnico, ecc. Tali fenomeni sono fondamentali nelle transizioni critiche che si originano nell'assetto morfologico dei fiumi, nel passaggio da alveo fluviale vegetato a non vegetato, nell'evoluzione dei tratti costieri o nella risposta delle barene vegetate nelle lagune sottoposte all'innalzamento del medio mare.
La sessione si colloca in un ambito disciplinare, al confine tra i processi fisici ed il comportamento degli ecosistemi e accoglie lavori di carattere teorico modellistico, sperimentale, numerico o di campo. Lo scopo della sessione è quello di creare un dialogo interdisciplinare tra la comunità idraulica tradizionale e le discipline biologiche.

Ci si aspetta un numero minimo di 15 contributi
Sessione orale e posterCarlo CAMPOREALE (Poltecnico di Torino, carlo.camporeale@polito.it)
Andrea D'ALPAOS (Università degli studi di Padova, andrea.dalpaos@unipd.it)
Luca SOLARI (Università degli studi di Firenze, luca.solari@unifi.it)
Donatella TERMINI (Università degli Studi di Palermo, donatella.termini@unipa.it)
Paolo PERONA (University of Edinburgh, paolo.perona@ed.ac.uk)
Annunziato SIVIGLIA (ETH Zürich, siviglia@vaw.baug.ethz.ch)
Luca CARNIELLO (Università degli studi di Padova, luca.carniello@unipd.it)
Nicoletta TAMBRONI (Università degli Studi di Genova, nicoletta.tambroni@unige.it)
Effects of land use change on hydrogical ecosystem services and hydraulic riskLa sessione si propone di esaminare lo stato delle conoscenze e proporre un dibattito sui temi dell'abbandono della manutenzione del territorio, degli effetti del cambiamento di uso del suolo e delle variazioni climatiche. In dettaglio si analizzeranno, ad esempio, i processi derivanti da riduzione di invaso nel reticolo idraulico minore, degrado dei terrazzamenti, aumento di aree urbanizzate, variazione di superficie boscata non gestita, ricorso a tecniche di ingegneria naturalistica (o altre nature based solutions and green infrastructures), etc. Si auspica di definire possibili soluzioni sostenibili per una manutenzione del territorio ordinaria e sostenibile per la prevenzione e la mitigazione del rischio idraulico

Ci si aspetta un numero minimo di 15 contributi
Sessione orale e posterFederico PRETI (GESAAF UniFi, federico.preti@unifi.it)
Paolo NASTA (Agraria UniNa, paolo.nasta@unina.it)
Paolo TAROLLI (DIP. TERRITORIO E SISTEMI AGRO-FORESTALI UniPd, paolo.tarolli@unipd.it)
Alessandro ERRICO (GESAAF UniFi, alessandro.errico@unifi.it)
Modellistica numerica fisicamente basata per la valutazione della pericolosità idraulicaLa sessione è incentrata sulla modellistica numerica fisicamente basata nonché sulle metodologie di analisi e sperimentazioni ad essa connesse, finalizzata alla valutazione della pericolosità e vulnerabilità idraulica in ambito montano, fluviale e urbano. L'obiettivo è quello di incrementare il dialogo tra i ricercatori operanti nelle discipline idrauliche applicate alla difesa del territorio su una serie di questioni ancora aperte in ambito scientifico, con specifico riferimento alle esondazioni in aree urbane, alla quantificazione di effetti locali per una corretta valutazione della pericolosità idraulica nelle aree interessate e ai fenomeni di aggravio che possono essere originati da condizioni peculiari che necessitino di una modellistica specifica, di cui si citano, tra le altre, il trasporto di materiale legnoso, le rotte arginali, le colate di detrito, le frane in alveo, le ostruzioni dei ponti, la rottura di sbarramenti ecc.
Nello specifico, sono attesi contributi scientifici sui seguenti argomenti:
1. Sviluppo di metodi numerici avanzati per l'integrazione delle equazioni delle acque basse;
2. Modelli di calcolo dell'interazione di individui, veicoli ed edifici con le correnti idriche;
3. Influenza del dettaglio fisico della modellistica matematico-numerica utilizzata per lo studio della propagazione delle piene sulla valutazione del rischio idraulico in aree urbane;
4. Sviluppo di codici di calcolo per la gestione real-time dell'evento e algoritmi di parallelizzazione su domini di calcolo ad alta risoluzione spaziale accelerati su GPU;
5. Modellazione di situazioni localizzate, caratterizzate da correnti miste pelo libero/ pressione;
6. Sviluppo e integrazione di modelli di trasporto di detriti legnosi all'interno di modelli di propagazione delle onde di piena;
7. Valutazione della pericolosità dovuta a rotture arginali.
8. Rottura di sbarramenti artificiali o naturali.
9. Integrazione e validazione della modellistica numerica con informazione satellitare.
Sessione orale e posterFrancesco MACCHIONE (Università della Calabria, francesco.macchione@unical.it)
Paolo MIGNOSA (Università di Parma, paolo.mignosa@unipr.it)
Gabriella PETACCIA (Università di Pavia, gabriella.petaccia@unipv.it)
Alessandro VALIANI (Università di Ferrara, alessandro.valiani@unife.it)
Tullio TUCCIARELLI (Università di Palermo, tullio.tucciarelli@unipa.it)
Marco PILOTTI (Università di Brescia, marco.pilotti@unibs.it)
Aurelia SOLE (Università della Basilicata, aurelia.sole@unibas.it)
Umberto FRATINO (Politecnico di Bari, umberto.fratino@poliba.it)
Mario MARTINA ( Scuola Univ. Super. IUSS Pavia, mario.martina@iusspavia.it)
Pierfranco COSTABILE (Università della Calabria, pierfranco.costabile@unical.it)
Renato VACONDIO (Università di Parma, renato.vacondio@unipr.it)
Andrea GIOIA (Politecnico di Bari, andrea.gioia@poliba.it)
Stefano SIBILLA (Università di Pavia, sibilla@unipv.it)
IDROMORFOLOGIA, TRASPORTO SOLIDO E MORFODINAMICA FLUVIALELo studio della morfodinamica e delle interazioni idromorfologiche è di fondamentale importanza per la comprensione degli equilibri e delle tendenze evolutive che caratterizzano gli alvei fluviali. Queste conoscenze sono determinanti per la gestione dei sistemi e dei processi fluviali, anche attraverso la predisposizione di piani di gestione del bacino idrografico, dei piani di gestione del rischio alluvioni e di tutte quelle azioni in essi considerate: la valutazione dell'impatto antropico sull'ecologia fluviale, il monitoraggio e la riqualificazione ambientale nei corsi d'acqua, gli interventi di manutenzione delle opere idrauliche, la previsione e quantificazione del rischio idraulico in particolare nell'ambiente costruito.
La sessione vuole favorire il confronto e la discussione tra i diversi aspetti che ricadono in una tematica così vasta. Questi raccolgono temi di ricerca maggiormente consolidati in seno alla comunità scientifica che si occupa di idro-morfodinamica fluviale, quali l'evoluzione plano-altimetrica degli alvei, l'interazione tra morfologia e deflusso sia liquido che solido (sedimenti e materiale legnoso), la connettività morfologica e sedimentologica, l'interazione con opere idrauliche come ponti, traverse, briglie, ecc. Al contempo è rivolta l'attenzione ai temi emergenti dell'idro-morfologia, dell'eco-idraulica e della valutazione della qualità ambientale dei corsi d'acqua (sensu Dir 2000/60/CE) alle diverse scale spaziali (Es. habitat fisico) e temporali.
La sessione mira ad integrare i diversi approcci emergenti di investigazione (i.e., matematico analitico e numerico, sperimentale di laboratorio e di campo, osservazione da remoto) la cui sinergia è indispensabile alla comprensione dei processi morfodinamici fluviali e alla soluzione di problemi gestionali complessi. Tali approcci includono le più moderne tecniche di monitoraggio e di rilievo in campo (e.g. metodi di misura diretta e indiretta del trasporto solido, rilievi satellitari e con droni dell'alveo, caratterizzazione idro-morfologica). Questi rendono disponibile un quadro conoscitivo dettagliato, adeguato alla validazione di modellazioni finalizzate ad una gestione integrata e sostenibile dei corsi d'acqua.
Sono dunque auspicati contributi di tipo teorico, modellistico e numerico, sperimentale di laboratorio o di campo, anche con approcci integrati e trasversali ai temi della sessione.

Ci si aspetta un numero minimo di 15 contributi
Sessione orale e posterSimone BIZZI (Politecnico di Milano, simone.bizzi@polimi.it)
Martina BUSSETTINI (ISPRA, martina.bussettini@isprambiente.it)
Francesco COMITI (Università di Bolzano, Francesco.Comiti@unibz.it)
Simona FRANCALANCI (Referente sessione, Università di Firenze simona.francalanci@dicea.unifi.it)
Massimo GUERRERO (Università di Bologna, massimo.guerrero@unibo.it)
Guido ZOLEZZI (Università di Trento, guido.zolezzi@unitn.it)
Paolo VEZZA (Politecnico di Torino, paolo.vezza@polito.it)
Mappatura, mitigazione e gestione del rischio idraulico nelle aree metropolitane e su larga scalaLa crescente pressione e vulnerabilità dei processi ed elementi di origine antropica rende sempre più importante ed attuale la discussione sulle più efficaci azioni da implementare per la mitigazione del rischio idraulico.
Questa sessione mira a condividere ed illustrare le problematiche, sia procedurali che tecniche, che caratterizzano la gestione degli eventi idrologici estremi, ma anche le nuove opportunità offerte dal progresso tecnologico dei sistemi di osservazione, monitoraggio e modellazione. Sono attesi contributi che consentano di valutare lo stato dell'arte ed i progressi della ricerca riguardo: monitoraggio, simulazione e comprensione dei processi idrologico-idraulici; di analisi dell'incertezza che caratterizza il quadro conoscitivo e previsionale; di analisi dell'efficacia delle misure, strutturali e non strutturali, per la messa in sicurezza del territorio. La sessione auspica anche di raccogliere contributi derivanti da ricerche applicate e multidisciplinari derivanti dallo sviluppo di casi di studio che vanno dalla scala locale delle aree densamente urbanizzate alla scala di bacino, regionale e/o nazionale. Nello specifico sono attesi contributi su:
1. Monitoraggio ed osservazione dei processi, degli elementi e delle forme che governano la dinamica degli eventi alluvionali;
2. Modelli e metodi di analisi e previsione degli effetti delle precipitazioni intense e delle onde di piena nei bacini idrografici;
3. Incertezza dei processi e parametri idrologici ed idraulici e dei metodi di perimetrazione della pericolosità idraulica;
4. Misure strutturali e non strutturali per la mitigazione del rischio idraulico;
5. Valutazione e percezione degli effetti delle inondazioni: modelli numerici, comunicazione scientifica e coinvolgimento dei cittadini
6. Casi di studio sulla gestione del rischio idraulico: dai piccoli bacini non strumentati alla larga scala, dai centri abitati costieri alle aree metropolitane.
Sessione orale e posterFernando NARDI (Università per Stranieri di Perugia, fernando.nardi@unistrapg.it)
Salvatore MANFREDA (Università degli Studi della Basilicata, salvatore.manfreda@unibas.it)
Giorgio ROTH (Università degli Studi di Genova, giorgio.roth@unige.it)
Angela Taramasso (Università degli Studi di Genova, a.c.taramasso@unige.it)
Salvatore GRIMALDI (Università degli Studi della Tuscia, salvatore.grimaldi@unitus.it)
Aldo FIORI (Università degli Studi di Roma Tre, aldo.fiori@uniroma3.it)
Fabio CASTELLI (Università degli Studi di Firenze, fabio.castelli@unifi.it)
Carmelina COSTANZA (Università della Calabria, carmen.costanzo@unical.it)
Michele FERRI (Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali michele.ferri@adbve.it)
Nuove esperienze sull' open-source computing, open data, e laboratory virtuali
L'open science è ormai diventata una realtà affermata nella comunità scientifica favorendo da un lato la riproducibilità della ricerca, grazie alla condivisione dei codici di calcolo e dei dati che hanno condotto ai risultati pubblicati, e dell'altro l'interazione e il confronto tra diversi gruppi di ricerca.
Lo sviluppo di software libero per affrontare i problemi d'idrologia superficiale e sotterranea, idraulica, gestione delle risorse idriche, o di protezione idraulica del territorio è in forte ascesa sia in ambito accademico che in ambito tecnico-professionale, fornendo la possibilità di accedere a script e codici di calcolo sviluppati attraverso potenti linguaggi di programmazione, come ad esempio R, Python, Java, C++. Parallelamente è ormai costante l'espansione di basi dati digitali liberamente consultabili e fruibili per la ricerca scientifica sotto forma di osservatori o laboratori virtuali dotati di strumenti open-source per la consultazione o per il download.
Gli obiettivi della sessione proposta sono principalmente quelli di:
- Fornire a sviluppatori e utilizzatori di open software e open data un luogo d'incontro e di condivisione di nuove idee sullo stato dell'arte di strategie di sviluppo, standard, strumenti e dati utilizzati.
- Consentire a sviluppatori con background diversi nell'ambito idrologico e idraulico di presentare i propri prodotti con brevi applicazioni in loco riguardanti GIS, analisi, modellazione e visualizzazione di geo-data, web-service, ecc.
- FORMATO
Una breve presentazione dei contributi in forma orale (lightning talk) ed una presentazione poster degli stessi, con possibilità di effettuare in loco dimostrazioni pratiche.
Sessione oraleGiuseppe FORMETTA (Centre for ecology and hydrology CEH- Wallingford, UK giufor@nerc.ac.uk)
Attilio CASTELLARIN (Universita di Bologna, attilio.castellarin@unibo.it)
Margherita Di Leo(European Commission - JRC - Institute for Environment and Sustainability (IES),margherita.di-leo@jrc.ec.europa.eu)
Alberto VIGLIONE(Vienna University of Technology, viglione@hydro.tuwien.ac.at)
Marialaura BANCHERI (Universita' di Trento, marialaura.bancheri@unitn.it)
Riccardo RIGON (Universita' di Trento, riccardo.rigon@unitn.it)
Tecniche di misura al suolo e da sensori remoti per il monitoraggio e modellazione dei processi idrologici Le Tecniche di monitoraggio da sensori remoto e in sito grazie a una sempre maggiore disponibilità di strumentazione offrono alla comunità tecnico-scientifica un'ampia gamma di osservazioni delle variabili dei processi idrologici, potenziando le reti di monitoraggio tradizionali e fornendo dati ausiliari innovativi anche nel caso di aree non monitorate come evidenziato dai recenti e numerosi prodotti della letteratura tecnico scientifica.
In tale ambito la sessione propone e discute il ruolo di diverse tecniche e metodologie di misura al suolo e da sensore remoto di parametri e variabili di processi idrologici e idraulici al fine di una loro migliore comprensione e rappresentazione modellistica. Ciò attraverso il confronto con dati sperimentali e una discussione sulle tecniche di assimilazione di tali misure nella modellistica numerica.
La sessione è organizzata in collaborazione con il Measurements and Observations in the XXI Century (MOXXI) working group dell'International Association of Hydrological Sciences.
Il format è previsto POSTER con presentazione orale del poster. La presentazione orale è di 5 min e sarà composta da tre slide: stato dell'arte, metodologia, risultati.
Sessione orale e posterMarco MANCINI (Politecnico di milano, marco.mancini@polimi.it)
Marco BORGA (UNI Padova, marco.borga@unipd.it)
Giuseppe CIRAOLO (Uni Palermo, giuseppe.ciraolo@unipa.it)
Flavia TAURO (UNI Tuscia, flavia.tauro@unitus.it)
Giorgio CASSIANI (Uni Padova, giorgio.cassiani@unipd.it)
Guido D'URSO (Uni Napoli, durso@unina.it)
Alessio DOMENIGHETTI (Uni Bo, alessio.domeneghetti@unibo.it)
Luca BROCCA (CNR IRPI, l.brocca@irpi.cnr.it)
Silvia BARBETTA (CNR IRPI, s.barbetta@irpi.cnr.it)
Giovanni RAVAZZANI (Polimi, giovanni.ravazzanio@polimi.it)
Chiara CORBARI (Polimi, chiara.corbari@polimi)
Angelica TRAPANELLI (CNR IRPU, angelica.tarpanelli@irpi.cnr.it)
Progettazione e gestione delle reti idriche nel nuovo contesto energeticoLa risorsa idrica possiede oggi un significativo valore aggiunto, rispetto a quelli tradizionali idropotabile ed irriguo, costituito dall'energia potenziale da potersi trasformare in energia elettrica anche nel caso di piccoli acquedotti od addirittura di reti di distribuzione. La suddetta opportunità da un lato stimola lo sviluppo di nuovi dispositivi per una più efficiente produzione idroelettrica, ai fini di vendita dell'energia prodotta o del suo uso in loco, dall'altra modifica radicalmente i criteri di progettazione degli acquedotti e delle reti, tradizionalmente basati sulla ricerca del minimo costo di installazione e quindi della massima dissipazione di energia per assegnati vincoli idraulici.Sessione orale e posterTullio TUCCIARELLI (Univ. Palermo, tullio.tucciarelli@unipa.it)
Maurizio GIUGNI (Univ. Napoli Federico II, giugni@unina.it)
Stefano MALAVASI (Politecnico di Milano, malavasi@polimi.it)
Patrizia PIRO (Università della Calabria, patrizia.piro@unical.it)
Maurizio RIGHETTI (Università di Bolzano, Righetti Maurizio)
Stefano ALVISI (Università di Ferrara, Alvisi Stefano)
OPERE IDRAULICHE E RISCHIO RESIDUOGli interventi di difesa del territorio – dalle alluvioni così come da frane e colate detritiche o di fango – insieme a quelli destinati a scopi produttivi che interagiscono con il territorio stesso – quali per esempio lo sviluppo di acquedotti, serbatoi, reti stradali e ferroviarie, insediamenti urbani e industriali – si concretizzano normalmente nella progettazione e realizzazione di opere destinate ad assolvere funzioni definite a livello locale e su scale temporali di breve termine. Un’attenzione relativamente minore è talvolta riposta al comportamento delle opere su scale spaziali estese e sul medio e lungo termine.
In effetti, può tuttavia accadere che le prestazioni delle opere realizzate si rivelino nel tempo diverse da quelle previste; vuoi per aver adottato schemi estremamente semplificati per le stesse in fase di pianificazione degli interventi o per essere intervenute modifiche nell’iter tecnico - amministrativo che porta alla loro realizzazione, vuoi perché l’attività di manutenzione non è stata in grado di garantire nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità e l’efficienza programmate in origine. In caso di disfunzione e/o collasso della singola opera, la risposta del sistema territoriale nel suo complesso e la sua capacità di resistere agli effetti della disfunzione danno misura del rischio residuo.
L’evidenza di numerosi fallimenti verificatisi negli ultimi anni, ripropone la necessità di ripensare con uno sforzo congiunto e condiviso alla effettiva adeguatezza prestazionale delle opere idrauliche – considerate in modo singolo e soprattutto in combinazione – in relazione ai cambiamenti climatici, demografici e territoriali. Accanto ad aspetti di carattere idrologico, geomeccanico e strutturale, altrettanto rilevanti risultano i fattori ecologici, legati alla interazione della vegetazione e della fauna selvatica con le opere idrauliche. Elementi, tutti questi, da valutare nel loro complesso al fine di garantire la funzionalità delle opere e per salvaguardare la qualità ambientale con ovvie implicazioni sul benessere della popolazione in senso globale.
La sessione proposta invita gli autori a (ri-)porre l’attenzione sull’effettivo funzionamento delle opere idrauliche, dalle più semplici (p.e., protezioni a scogliera e arginature) a quelle più complesse (p.e., scolmatori e casse d’espansione), e come eventuali variazioni della loro capacità prestazionale possano influire sul rischio residuo dell’intervento in origine pianificato. Potendo essere il collasso o la disfunzione associato sia al superamento delle variabili di progetto, sia a fattori non previsti intervenuti nella successiva fase di realizzazione e/o di gestione dell’opera. Sono attesi contributi dalla comunità accademica e scientifica, dagli enti preposti alla pianificazione e alla gestione del territorio e dai professionisti.
Presentazioni su studi prestazionali delle singole opere realizzati con modelli fisici o matematici, così come analisi retroattive di eventi monitorati su opere esistenti e casi studio di particolare rilevanza, rappresentano esempi di auspicabili contributi per la sessione che mira a riproporre l’opera come primo attore nella pianificazione dell’attività di difesa e utilizzo del territorio. Un particolare interesse è rivolto ai contributi di approfondimento delle interazioni tra diverse opere idrauliche in ambienti naturali e costruiti complessi, alle diverse scale di analisi spaziali e temporali, e di sviluppo di metodi multidisciplinari mirati a favorire il benessere e lo sviluppo della popolazione attuale e delle future generazioni.
Maurizio Giugni
Francesco Napolitano
Stefano Orlandini
Roberto Ranzi
Paolo Salandin
Avanzamenti tecnico-scientifici a supporto della cultura del rischio alluvionaleQuesta sessione intende raccogliere contributi nel campo di idrologia e idraulica a supporto della protezione del territorio dalle alluvioni, con particolare attenzione alle proposte del mondo tecnico- scientifico che mirano a creare una maggiore consapevolezza e preparazione nei confronti dei rischi naturali. Le attività a supporto della cultura del rischio alluvionale promuovono una conoscenza del territorio trasferibile alla cittadinanza e alle autorità pubbliche. Inoltre traggono beneficio non solo dalle classiche attività modellistiche e sperimentali ma anche dalle nuove opportunità offerte dal progresso tecnologico dei sistemi di condivisione, social network, dati territoriali e idrologici aperti ecc.
Sono attesi contributi che consentano di valutare lo stato dell’arte ed i progressi nelle applicazioni ed esperimenti relativi alla conoscenza idrologico-idraulica del territorio, alle misure non strutturali di mitigazione del rischio, ai complessi sistemi urbani e loro resilienza, alla raccolta di dati non convenzionali.
Di sicuro interesse sono anche casi di studio a scala locale in aree densamente urbanizzate che presentano importanti livelli di esposizione e vulnerabilità.
Per esemplificare, sono benvenute memorie sulle tematiche:
1. Cittadinanza attiva, educazione al rischio e comportamenti di autoprotezione
2. Impatti delle alluvioni sulla popolazione e strategie di adattamento ai cambiamenti climatici
3. Sistemi di allertamento meteo-idrologico
4. Metodi integrati di gestione del rischio alluvionale
5. Attività di raccolta ed aggiornamento basi dati
Sessione orale e posterChiara ARRIGHI (Univ. Studi di Firenze, chiara.arrighi@dicea.unifi.it)
Francesco BALLIO (Politecnico di Milano, francesco.ballio@polimi.it)
Antonino CANCELLIERE (Università di Catania, antonino.cancelliere@unict.it)
Enrica CAPORALI (Università di Firenze, enrica.caporali@unifi.it)
Fabio CASTELLI (Università di Firenze, fabio.castelli@unifi.it)
Francesco CIOFFI (Università “La Sapienza” , francesco.cioffi@uniroma1.it)
Pierluigi CLAPS (Politecnico di Torino, pierluigi.claps@polito.it))
Ruggero ERMINI (Univ. Studi della Basilicata, ruggero.ermini@unibas.it)
Giorgio FEDERICI (Università di Firenze, toscana2016@gmail.com)
Umberto FRATINO (Politecnico di Bari, umberto.fratino@poliba.it)
Silvia ISACCO (Politecnico di Torino, silvia.isacco@polito.it)
Goffredo LA LOGGIA (Università di Palermo ,goffredo.laloggia@unipa.it)
Francesco LAIO (Politecnico di Torino, francesco.laio@polito.it)
Stefano LANZONI Università di Padova, stefano.lanzoni@unipd.it)
Marco MANCINI Politecnico di Milano, marco.mancini@polimi.it)
Salvatore MANFREDA (Univ. della Basilicata, salvatore.manfreda@unibas.it)
Daniela MOLINARI (Politecnico di Milano, daniela.molinari@polimi.it)
Alberto MONTANARI (Università di Bologna, alberto.montanari@unibo.it)
Rosaria MUSUMECI (Università di Catania,rmusume@dica.unict.it)
Francesco NAPOLITANO (Univ. La Sapienza, francesco.napolitano@uniroma1.it)
Valerio NOTO (Università degli Studi di Palermo, leonardo.noto@unipa.it)
Domenico PIANESE (Università Napoli Federico II, domenico.pianese@unina.it)
Federico PRETI (Università degli Studi di Firenze, federico.preti@unifi.it)
Maria Cristina RULLI (Politecnico di Milano, mariacristina.rulli@polimi.it)
Leonardo SCHIPPA (Univ. degli Studi di Ferrara; leonardo.schippa@unife.it)
Donatella TERMINI (Univ. degli Studi di Palermo donatella.termini@unipa.it)
Paolo VILLANI (Università di Salerno, p.villani@unisa.it)
Design and management of coastal and harbour structures. Progetto e gestione delle opere marittime costiere e portualiLa sessione intende ospitare contributi su tematiche proprie delle Costruzioni Marittime, quali l'interazione onde-strutture e argomenti interdisciplinari che, da un lato condizionano la progettazione, costruzione e manutenzione delle opere marittime, con particolare riferimento alle strutture portuali e di protezione costiera, e dall'altro influenzano la gestione dei porti, sia per quanto attiene la sicurezza della navigazione, sia per i risvolti ambientali che spesso frenano lo sviluppo di nuovi insediamenti e nuove attività produttive. Nello specifico, nella sessione verranno analizzati aspetti marittimi relativi alla stabilità delle strutture ed alla loro risposta all'azione meccanica delle onde, nonché temi quali l'insabbiamento dei porti e la gestione dei sedimenti dragati, la risposta dei porti alle onde lunghe in relazione alla sicurezza degli ormeggi, la navigabilità e l'idrodinamica interna legata ad analisi di circolazione e di scambio idrico con l'esterno.Sessione orale e posterStefano CORSINI (Pres. Autorità Sistema Portuale Mar Tirreno Settentrionale)
Leonardo DAMIANI (Politecnico di Bari, leonardo.damiani@poliba.it)
Paolo de Girolamo (Università La Sapienza, paolo.degirolamo@uniroma1.it)
Andrea FERRANTE (Dir. Cons. Superiore LL PP, andrea.ferrante@mit.gov.it)
Leopoldo FRANCO (Università Roma Tre, leopoldo.franco@uniroma3.it)
Roberto TOMASICCHIO (Università del Salento, roberto.tomasicchio@gmail.com)
Moderni approcci allo studio dell'idrologia sotterraneaLo studio dei processi di flusso e trasporto nei mezzi porosi e fratturati richiede ora più che mai la collaborazione tra varie discipline, incluse ad esempio la fisica, la meccanica dei fluidi, l'idrologia, la geologia, la chimica, la biologia e la matematica computazionale. L'obiettivo della sessione è di raccogliere contributi mirati all'approfondimento delle conoscenze dei processi fisico-chimici nel sottosuolo rilevanti per l'ingegneria e le scienze delle acque. La sessione includerà studi di tipo metodologico e ricerche teoriche e sperimentali. L'attenzione sarà rivolta all'analisi di scenari associati a diverse scale spaziali, a partire dalla scala di poro a quella dei bacini sedimentari, considerando fenomeni che si esplicano su varie scale temporali. Potenziali tematiche di interesse per la sessione includono, a titolo di esempio: flusso e trasporto multifase, modellazione numerica ed indagini sperimentali a diverse scale, ruolo dell'eterogeneità nel flusso e trasporto in mezzi porosi, upscaling/downscaling, tecniche di inversione stocastica e assimilazione dati, scenari di trasporto reattivo.Sessione orale e posterMatteo CAMPORESE (Univ. di Padova, matteo.camporese@unipd.it)
Giovanna DARVINI (Università Politecnica delle Marche, g.darvini@univpm.it)
Valentina CIRIELLO (Università di Bologna, v.ciriello@unibo.it)
Alberto BELLIN (Università degli Studi di Trento, alberto.bellin@unitn.it)
Vittorio Di FEDERICO (Università di Bologna, vittorio.difederico@unibo.it)
Aldo FIORI (Università di Roma Tre, aldo.fiori@uniroma3.it)
Monica RIVA (Politecnico di Milano, monica.riva@polimi.it)
Nuovi risultati e applicazioni nello studio del continuum pianta-suolo-atmosfera.Nuovi modelli e nuovi strumenti di misura, inclusi quelli operanti da piattaforme remote, consentono oggi di studiare il continuum pianta-suolo-atmosfera in modo nuovo. Nuove ipotesi possono essere formulate e testate, così come dall'integrazione di modelli diversi si può trovare risposta sia a nuove che a non pienamente risolte domande scientifiche.

Tale continuum è alla base della produzione agricola e della conservazione delle aree naturali. Esso regola inoltre i processi di trasporto degli inquinanti nel suolo, così come le dinamiche del carbonio, dell'azoto e di altri importanti elementi presenti negli ecosistemi.

I modelli atmosferici, così come quelli relativi alle acque sotterranee, necessitano di sempre più accurate parametrizzazioni o semplici formulazioni modellistiche, adatte alla scala regionale e ancor più a quella globale.

Oltre al rischio di inquinamento, anche i rischi legati alle siccità, all'erosione e ai fenomeni di piena e di instabilità dei versanti possono esser valutati con maggior affidabilità, qualora vi sia una maggiore capacità di quantificare i fenomeni in gioco nel sistema in oggetto.



I contributi che saranno portati sia in campo sperimentale che modellistico, che di remote sensing, sono graditi per questa sessione, sia relativamente al flusso idrico e di anidride carbonica, che al trasporto di soluti.

Numero abstract previsto 10
Sessione orale e posterStefano FERRARIS (DIST Torino, stefano.ferraris@unito.it)
Nunzio ROMANO (Università di Napoli, nunzio.romano@unina.it)
Marco BORGA (Università di Padova, marco.borga@unipd.it)
Antonio COPPOLA (Università della Basilicata, antonio.coppola@unibas.it)
Arianna FACCHI (Università di Milano, arianna.facchi@unimi.it)
Simona CONSOLI Università di Catania, simona.consoli@unict.it)
Daniele PENNA Università di Firenze, daniele.penna@unifi.it)
Giovanni RALLO Università di Pisa, giovanni.rallo@unipi.it)
Mario PALLADINO (Università di Napoli, mario.palladino@unina.it)